MONASTERACE MARINA -IL PARCO ARCHEOLOGICO DELL’ANTICA CAULONIA

Il parco archeologico dell’antica Caulonia, documenta le testimonianze più significative della sub colonia di Crotone dal periodo della fondazione (fine VII sec. a.C.), fino all’età romana.

Le campagne di scavo effettuato dall’Orsi ai primi del secolo e quelle più recenti che si sono susseguite con regolarità fin dall’inizio degli anni ottanta, hanno messo in evidenza le varie fasi dell’abitato, costituito da strade maggiori (plateiai) parallele al mare e da quelle minori (stenopoi) ad esse perpendicolari. Le abitazioni di cui sono vistaibili le più ricche e monumentali, sono organizzate per lotti che comprendono tre unità abitative; ogni casa è costituita da un cortile centrale aperto, su cui si affacciavano i vari ambienti; quella più nota rappresentativa è “la casa del drago” che prende il nome dalla decorazione a mosaico della soglia di uno degli ambienti che raffigura, appunto un drago a mosaico policromo; il resto del pavimento è decorato con onde marine stilizzate, realizzate sempre con la tecnica del mosaico, che risale alla seconda metà del III sec. a. C.

Di particolare suggestione sotto i resti del tempio dorico del V sec. a.C., di cui rimane il basamento. L’Orsi che per primo l’ha scavato, ha ricostruito sei colonne sui lati brevi ed almeno dodici su quelli lunghi; la cella è tripartita, l’alzato in calcare siracusano, la copertura in marmo pario. Immediatamente a nord del monumento c’è un’ampia gradinata che regolarizza il dislivello esistente e crea uno spazio utile per assistere alle cerimonie sacre.

Di particolare rilievo sono i reperti subacquei frutto di alcune campagne di prospezioni effettuate in collaborazione con l’Associazione Kodros di Stefano Mariottini, ora nel vicino museo in corso di allestimento; si tratta di materiali unici costituiti da due basi di colonna ioniche e due sommiscapi di altrettante colonne con fregio ionico di palmette e fiori di loto, oltre ad ancore di vario genere e materiali; i reperti rinvenuti su un’area, ora sott’acqua, che corrispondeva all’antica battaglia della città greca, sono parti dell’elevato di un tempio ionico, in costruzione, databile alla prima metà del V sec. a.C.; si tratta di reperti molto rari sia per dimensioni che per stato di conservazione.

 

Tratto da “scopriamo la provincia di Reggio Calabria –Gli itinerari della storia (2002)