IL SINDACO E I PREVENTIVI

Un sindaco di un piccolo comune italiano vorrebbe pitturare la facciata del suo municipio e pubblica un bando per dei preventivi. Trascorsi i tempi stabiliti per la presentazione, si ritrova in ufficio solamente tre offerte. Dalle buste estrae il preventivo di un inglese di 4.000 euro, quella di un tedesco di 8.000 euro e quella di un italiano di 12.000 euro.

La differenza delle tre offerte è molta ambia e il primo cittadino vuole capire il perché. Il giorno successivo convoca i tre offerenti affinché diano una giustificazione dei loro preventivi.
Esordisce l’ Inglese dicendo che vuole dare due mani alla facciata usando della buona vernice inglese per esterni che costa in tutto 2.000 euro. C’è da aggiungere il costo dei pennelli, dell’impalcatura e della manodopera per altri 1000 euro ed il resto è il suo guadagno.
Il Tedesco giustifica il suo preventivo dicendo che lui è il miglior pittore sulla piazza rinomato e conosciuto da tutti. Usa una vernice tedesca per esterni poliuretanica e che vuole dare tre mani per una maggiore presa. La pittura costa in tutto 5.000 euro, il costo dei pennelli, dell’impalcatura e della manodopera per altri 2000 euro ed il resto è il suo guadagno.
L’ultimo a dettagliare la sua offerta è l’italiano che, a questo punto, viene ascoltato solo per curiosità in quanto il suo preventivo non è paragonabile agli altri. L’uomo del “Bel Paese” non è affatto preoccupato di perdere l’appalto ed espone le motivazioni del suo preventivo: “Sindaco, la mia è sicuramente l’offerta migliore. 4.000 euro sono per lei, 4.000 sono per me e 4.000 sono per l’Inglese che pittura la facciata del municipio.”